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Back To The 80´s | Ducati Paso


Più volte volte abbiamo affermato che la moda è ciclica e che spesso si ispira al passato e gli anni 80 sono la prossima fonte di ispirazione.
Parlando di anni 80 una delle moto più particolari e significative è la Ducati Paso.


Quando nel 1985 la Ducati entra a far parte del Gruppo Cagiva, si sente il bisogno di rinnovare linee e modelli delle moto di Borgo Panigale. 
La prima nata dall'unione Ducati - Cagiva è la Paso, ideata da Massimo Tamburini, uno dei fondatori della Bimota. Il nome Paso venne dato in onore del pilota italiano Renzo Pasolini, morto in un tragico incidente avvenuto durante il Gran Premio di Monza del 1973.


Tamburini racconta la nascita della Paso come la risposta ad una specifica richiesta di Castiglioni di voler dare un forte segnale di cambiamento, dimostrare che la Ducati era in grado di rinnovarsi grazie alla nuova proprietà. Ma la richiesta di Clastiglioni non si fermò a questo, voleva qualcosa di nuovo partendo dal bicilindrico a L serie Pantah. 


La rivoluzionaria 750 Paso fece il suo debutto al "Salone di Milano" del 1985 con lo slogan «Il nostro passato ha un grande futuro», nella cilindrata 750, Con linee aerodinamiche estremamente rifinite venne all’epoca paragonata alle vetture realizzate a Maranello.


Il progettista riminese vestì la motocicletta con una carenatura integrale, presto copiata dalla concorrenza giapponese, che celava alla vista ogni componente meccanica. La moto venne dotata di dotazioni tecniche di ultima generazione: telaio in tubi quadri d'acciaio al cromo-molibdeno, forcellone posteriore in lega leggera con biellismi ad azionamento progressivo, ruote da 16 pollici con pneumatici di generosa sezione, motore con raffreddamento misto aria-olio, accensione elettronica e strumentazione completissima.
La meccanica della “rossa a due ruote” risultava estremamente semplice e razionale.
Il telaio della Paso venne realizzato in Traliccio a tubi squadrati.
La strumentazione della Paso risultava estremamente leggibile e ben disegnata.


Renzo Pasolini disse che essere coraggiosi non significa non avere paura, ma avere paura di qualcosa e farla lo stesso. Ed è forse dietro al coraggio della messa in produzione della Paso  che ha permesso a tutti noi di ammirare, negli anni successivi, le più belle opere d'arte in movimento mai realizzate e vivere indimenticabili emozioni legate al mondo delle competizioni. La paura di giocarsi tutto ma farlo lo stesso.

La Paso tuttavia, non raccoglierà successo tra il pubblico a causa dell'elevato costo rispetto alla concorrenza e ad alcuni problemi meccanici.



MOTORE
Tipo 4 tempi, bilicindrico
Cilindrata 748 cc
Rapporto di compressione
10:1 
Alesaggio x Corsa 88x61,5 mm
Distribuzione 
Albero a camme in testa con comando desmodromico a cinghia
Raffreddamento 
Ad aria
Carburatore Weber 44DCNF 107
Candele Champion RA6YC
Generatore 12v/300W
Batteria Yuasa 12V 14Ah
Potenza massima 
72,5 CV a 7.900 giri/min
Velocità massima 210 Km/h (130,5 mph)
TRASMISSIONE
Rapporto di trasmissione 0,966; 1,074; 1,333; 1,714; 2,500
Trasmissione primaria
1,972:1 (36/71)
Trasmissione secondaria
2,533:1 (15/38)
Frizione A dischi multipli a secco 
VEICOLO
Sospensione anteriore 
42 mm Marzocchi M1R
Sospensione posteriore 
Öhlins CA 508 / Marzocchi Supermono progressiva
Freno anteriore  
A doppio disco Ø 280 mm (11 in.)
Freno posteriore 
Monodisco Ø 270 mm (10,6 in.)
Pneumatico anteriore
130/60 x 16
Pneumatico posteriore
160/60 x 16
Lunghezza
2032 mm (80 in.)
Larghezza
655 mm (25,8 in.)
Altezza sella
780 mm (30,7 in.)
Interasse
1450 mm (57,1 in.)
Peso a secco
195 Kg (429 lbs.)




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