A prima vista è chiaro che questa Ducati 944 Supertwin Golinelli non nasce da un catalogo. È una racing pura di fine anni ’90, costruita attorno a un bicilindrico Ducati e vestita da un telaio artigianale in alluminio saldato a mano, firmato Diego Golinelli, in piena terra imolese.
Dati tecnici (coerenti con configurazione Supertwin)
Motore: Ducati bicilindrico a L, 4 tempi, Desmodromico
Cilindrata: 944 cc
Distribuzione: Desmo, 2 valvole per cilindro
Alimentazione: carburatori (tipicamente Dell’Orto racing)
Potenza stimata: 85–90 CV (configurazione pista)
Telaio: artigianale in alluminio saldato a mano Golinelli
Forcellone: alluminio, costruzione speciale
Sospensioni anteriori: forcella rovesciata regolabile
Sospensioni posteriori: monoammortizzatore racing
Freni anteriori: doppio disco con pinze Brembo
Ruote: 17”
Peso: estremamente contenuto, verosimilmente sotto i 170 kg a secco
Scarico: racing alto, libero, non omologato
Non ci sono compromessi stradali, né concessioni all’uso quotidiano. Tutto parla di funzione, di pista, di prestazione.
Quando le imperfezioni raccontano più dei trofei
Guardandola bene, questa 944 Golinelli non cerca di piacere.
Non è restaurata in modo chirurgico, non è rifinita come un oggetto da salotto. È una moto che mostra ciò che è stata.
Il telaio in alluminio è la prima dichiarazione d’intenti: saldature visibili, non uniformi, lontane dalla perfezione industriale moderna. Qui non c’è estetica levigata, ma metallo vivo, lavorato per essere rigido, leggero, efficace. È il linguaggio di chi costruiva moto per girare forte, non per vincere concorsi.
Le carene presentano leggere ondulazioni, piccoli segni, disallineamenti minimi. Sono tracce di montaggi rapidi, adattamenti, interventi fatti tra una sessione e l’altra. Una vera racing non è mai “finita”: è sempre in evoluzione.
Il forcellone artigianale, massiccio dove serve e scarno altrove, racconta la stessa filosofia. Nessuna ricerca di simmetria estetica, solo trazione, rigidità , risposta in uscita di curva. Lo scarico alto, spigoloso, aggressivo, non cerca equilibrio visivo ma efficienza termica e spazio meccanico.
Qui ogni imperfezione è una firma.
Ogni segno è una prova d’uso.
Che abbia corso ufficialmente nel campionato Supertwin o che sia rimasta ai box pronti a scendere in pista, cambia poco. Questa Ducati è costruita come una Supertwin vera, e questo la distingue da tante repliche moderne che imitano la forma ma non la sostanza.
Una Golinelli non nasce per piacere a tutti.
Nasce per essere capita da chi sa leggere il metallo.
E su questa 944, il metallo parla chiaro.







































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