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Bmw HPN 821 | GPMucci


Le special non sono degli oggetti statici.
Non statici nel senso che rimangono ferme per essere ammirate, ma nel senso che sono sempre in evoluzione.
Quando nella mente dell'appassionato la propria moto diventa un perfetta tela per concretizzare i propri desideri ecco che nascono moto come questa.
La base è la Bmw HPN costruita qualche anno dalla celebre azienda artigianale tedesca.
Una moto che lo stesso Gpmucci considera un mostro sacro degno di rispetto, a suo avviso uno dei pochi esempi di motocicletta degna di rimanere nello stato in cui è nata.
Ma sotto le pressanti richieste del proprietario ha ceduto mettendoci le sue mani callose sopra.


Gian Paolo Mucci è uno di quei tanti artigiani che lavora lontano dai riflettori. In passato abbiamo avuto modo di notare il suo lavoro, moto da fuoristrada che riescono sempre a unire due aspetti importanti come forma e funzionalità, dove la seconda prevale sempre sulla prima. Perchè non crea niente che sia destinato a fare solo bella mostra di se.


Per capire il lavoro svolto e il processo creativo non c'è migliore modo che farselo raccontare dal diretto interessato.


GP.M.

La moto neppure l'avrei fatta.

La HPN? Un mostro sacro. La versione poi magra, la sport! A me piace un sacco, quindi quando il proprietario mi ha chiesto che cosa avrei fatto a questa moto in tutta onestà gli ho detto che io l'avrei lasciata così.

Poi un pochettino di insistenza mi hanno portato a suggerire di fare un cupolino arrotondato in linea con la moto, ma una roba minimale che non andasse ad appesantire il tutto.

Poi l'appetito viene mangiando.

Una notte mi sono messo a costruire il guscio superiore di un potenziale serbatoio anteriore in alluminio. Dopo un'oretta passata alla ruota inglese, strumento che su di me ha un effetto super rilassante, ho raggiunto quello che cercavo.


Ho qui in capannone un piccolo magazzino di pezzi di moto, ho raccattato una sella e l'ho appoggiata sulla 821.

Lì ho avuto la visione! 

La parte alta del telaio è tondeggiante ed è nascosta dal serbatoio R80 originale. Ed è un peccato. Parte sin dal perno del cardano/forcellone e segue una linea tonda che è gradevole, ho quindi ho deciso di lasciarla a vista.

In realtà il proprietario mi aveva chiesto poche cose:

Stringerla tra le gambe perchè cicciotta, non toglierle capienza, non renderla obesa, svecchiarla pur lasciandola classica e renderla unica.

L'ultimo punto era il più facile, non sarei in grado di rifare una moto identica neppure se volessi. Alla fine non mi vengono male , ma se dovessi ripetermi sarebbe come vincere all'enalotto: un caso fortuito.


Quindi inizio subito ad abbozzare linee con la lamiera, faccio un primo bozzetto ( in alluminio ovviamente), ci vedo mille difetti e lo lascio decantare tutta la notte. Il giorno dopo tutte le modifiche che avevo pensato finiscono nel cestino ed il mio bozzetto invece è già promosso allo stadio di prototipo. 

Inizio ad assemblare contemporaneamente il serbatoio anteriore e quelli posteriori. 

L'anteriore mi piace, è tondo, abbastanza grosso ma allo stesso tempo smilzo e con una vitina da vespa o da atleta. 

I posteriori pressochè finiti mi fanno schifo.

Provo a renderne uno tondeggiante. Fa ancora più schifo. 

Un amico mi aveva mandato un bozzetto di come l'avrebbe fatta.

Lui è un fornaio ma è un designer della Madonna e pure un endurista. E' alla cassa del forno di famiglia e tra una baguette ed un filone mi manda un bozzetto che mi dà l'ispirazione.  

Riparto da zero con i serbatoi posteriori, anche con questi lasciando in evidenza la curva del telaio.

E da lì via così in ogni momento libero che ho.


Nel frattempo però mi commissionano serbatoi per la lc8, e per una Yamaha wr che devo preparare per i rally Africani ed altro così vado lunghissimo con i tempi.

Tornato da una breve vacanza mi metto sotto e la finisco. 
Sono entusiasta, il proprietaio anche.
Devo fare una considerazione su una special di questo tipo.
Questa Hpn monta un motore big bore che gli dà un 85 cavalli, un tiro robusto e superlineare ed ha sospensioni che fanno egregiamente il loro lavoro. L'ho provata qua attorno. Ancora prima di farle tutte le modifiche fatte con le lastre di alluminio.




Io non sono affezionato a moto, cartoline o a ricordi. Se una moto è un cesso io lo dico e quando provai la vecchia GS 100 standard quello fu il mio commento. ( La giusta filosofia ..senza peli sulla lingua)


Ma questa è un gioiello, maneggevole, leggera, veloce, sospensioni che copiano tutto, motore che spinge forte. Non è "cattiva" quanto una HP2 moderna, ma sono convinto che in off road questa moto le darebbe una paga esemplare e stessa cosa toccherebbe a moltissime blasonate motociclette moderne. 


Già. Costerebbe forse quanto due GS adventure moderne, ma ritengo che l'unicità di questa anziana signora sommata al suo comportamento stradale la rendano un oggetto di valore ben più elevato.


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