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L’IGNORANTE Kawasaki ER 5


Abbiamo sempre scritto che dietro  ogni moto si nasconde un cafe racer , certo alcuni modelli si prestano più facilmente a questa trasformazione, ma se ci sono quei personaggi che fare le cose semplici non si divertono.
Questo è il caso di Matteo, un ragazzo ormai non più tanto ragazzo di 49 anni che non smette mai di sognare; sogno nel cassetto… lavorare per qualche customizzatore di moto, dove l’unico pensiero è di ricordarsi di andare a casa perché quando fai qualcosa che ti appassiona il tempo passa sempre troppo in fretta.




Stanco di passare i sabati e le domeniche invernali sul divano ha deciso di realizzare una cafe racer a basso costo con un flessibile, una saldatrice e della vetroresina, semplicemente guardando delle foto e dei video, le foto per prendere spunto e i video per capire come realizzare serbatoi in vetroresina e trasformare la moto.
Nonostante la mancanza di attrezzatura adeguata come torni, frese o taglio al laser è riuscito a realizzare un ottimo risultato, segno che quando si ha una visione per precisa e si studia prima di approcciarsi al lavoro , il prodotto finale è di sicuro degno di nota. 


"Quando osservo queste moto realizzate seguendo il proprio gusto o quello degli altri, sento di aver tanto da dare, si possono realizzare moto per tutti i gusti e la cosa bella è che non c’è un unico stile ma svariati ed infiniti." la visione di Matteo sembra quella adeguata, seguire il proprio gusto e il proprio stile.


Adesso parliamo della moto, Il nome che ha dato alla moto è derivato dalle prima cosa che dicono appena la vedono è “veramente ignorante”, cosa esattamente intendono non mi è ben chiaro a Matteo , ma lui apprezza !


La base da cui sono partito è una Kawasaki ER 5 del 2001 leggermente incidentata del valore di 300 euro, ho scelto questo modello perché riprendeva lo stile anni 50, ruote strette, doppio ammortizzatore posteriore, l’unica pecca il telaio che ha impedito di avere un serbatoio diritto.
Sono partito smontandola completamente e tagliando il telaio, una volta rifatto, con l’obbiettivo di renderla più bassa possibile con la parte sopra corta e quella sotto lunga, successivamente ho realizzato la sella in vetroresina (che poi ho fatto ricoprire) e in seguito il serbatoio. Per quest’ultimo ho prima realizzato un modello in espanso (fogli da 3 centimetri di spessore, quello da coibentazione) che ho poi ricoperto con la vetroresina, una volta asciutto ho versato all’interno del diluente alla nitro, sciogliendo così il modello in espanso, che mi era costato più di 30 ore di lavoro, in seguito ho versato all’interno un bicomponente aeronautico per impermeabilizzare il tutto.


Per il telaio ho spostato gli attacchi degli ammortizzatori 3 centimetri più in alto e li ho sostituiti con un modello 3 centimetri più corti, in questo modo l’ho abbassata di 6 centimetri. Per la parte anteriore ho fatto accorciare la corsa delle forcelle di 3 centimetri e le ho sfilate dalle piastre altri 3 centimetri mantenendo l’assetto originale.
In seguito ho allungato il forcellone di otto centimetri ottenendo così il risultato prefissato, ovvero corta sopra e lunga sotto.
Per i supporti pedivelle anteriori ho tagliato quelli originali, per quelli posteriori ho realizzato dei telaietti rimovibili (non visibile in foto) per il parafango anteriore ho modellato quello esistente.


Per abbassare il faro anteriore ho modificato il supporto originale, per quello posteriore ho preso un fanalino e l’ho incassato in un tubo, per la batteria che mi ha fatto soffrire di insonnia ho realizzato un contenitore e montato al posto del cavalletto centrale, per la targa che mi ha fatto anche lei impazzire perché non sapevo dove metterla, ho realizzato il classico porta targa sul forcellone (anche se non mi piace), per il blocchetto d’accensione ho preso l’originale e realizzato un supporto montandolo sotto il serbatoio, realizzato vaso espansione per il liquido radiatore, realizzato supporto marmitta, sostituito marmitta, semi manubri, specchietti, frecce, contachilometri, filtri carburatori, ammortizzatori, rivisto impianto elettrico e cos’altro, una verniciata, rimontato il tutto carburata e via in sella dopo oltre 250 ore di lavoro.
Questa è la storia di un ragazzo ormai non più tanto ragazzo.













Matteo.

3 comments

  1. Ottimo risultato finale... sarei curioso venisse quantificato il "basso costo" .... per pura curiosità, visto che ho appena recuperato una kaeasaki ER-5 del 1998, e questo articolo sarà di grande spunto per me!

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    1. ciao scusa se ti rispondo solamente adesso, ho speso 1500 euro compreso la moto, tutto realizzato a mano

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  2. Li quello che va a incidere in maniera decisa è la manodopera, se ti fati tutto da solo rimane limitato se ti affidi ad altri ecco che la cosa cambia

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