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Flat Track for Dummies

Andare dritto in moto è qualcosa che rappresenta quasi la normalità ma se ti vuoi divertire devi andare di Traverso. Il Flat Track è quello che dovete provare 
La derapata, o più in gergo traverso è quel momento in cui la ruota posteriore tende a scivolare per la perdita di aderenza. La moto sembra andare via senza controllo e invece è in quel momento che il polso destro e la sensibilità di guida permettono di ottenere un movimento armonioso, anche se precario.
Se la cosa vi appassiona di sicuro siete in cerca di notizie su questa disciplina e su come costruirsi una moto da flat track e quali sono i trucchi per essere veloci in pista, qui di seguito ho recuperato un piccolo manuale per muovere in primi passi in questo mondo.

Queste info arrivano dal primo e unico sito italiano dedicato al Flat Track  www.Dirttrack.it

Il Flat Track si svolge in circuiti ovali da percorrere in senso anti-orario dai 150m (Short Track) ai 1000m (Long Track) di perimetro. Il freno anteriore viene asportato. Il fondo può essere di terra naturale spianata e compattata, oppure predisposto e ricoperto da strati di ghiaia sottile. Le curve possono essere leggermente in parabolica per aumentare l’aderenza.


Il Flat Track di primo achito può sembrare banale, ma una volta raggiunto un buon livello e innescata la competizione, risulta davvero entusiasmante ed adrenalinico. Essere subito veloci non è difficile, ma attuare le tecniche avanzate, come ad esempio l’ingresso curva con ruota anteriore in sottosterzo, è davvero per pochi. Nel flat track solitamente non si cambia marcia, si sceglie un rapporto e si utilizza sempre lo stesso. Questo perchè i rettilinei sono brevissimi e spesso non c’è nemmeno la possibilità di raddrizzare la moto. Anche la frizione difficilmente viene chiamata in causa, se non per le partenze. Ma della tecnica di guida ne parleremo meglio nella pagina dedicata.

Nelle moto specifiche le ruote vengono sostituite con cerchi e gomme da 19 pollici. E’ possibile divertirsi con ruote di qualsiasi diametro ma le uniche gomme specifiche sono appunto quelle da 19 pollici. Una soluzione alternativa interessante è quella con ruote motard da 17 pollici e coperture da bagnato, ma  in questo caso aumenta il costo delle gomme e il loro consumo, non offrendo comunque il massimo su piste con tanto materiale.
Partendo dalla base della moto da cross le modifiche indispensabili sono sicuramente la modifica all’assetto; le sospensioni originali vengono ribassate e modificate nella taratura, L’impianto frenante anteriore nel Flat Track viene rimosso

Le misure tipiche dei cerchioni prevedono che il diametro sia di 19 pollici per entrambe le ruote. Il canale posteriore è tipicamente largo 3.00 pollici, mentre il canale anteriore è largo 2.15 pollici, entrambe hanno 36 raggi.


La moto da FLAT TRACK, rispetto alla base cross, viene ribassato l’avantreno di 13-15 cm, indurita l’idraulica e le molle (che vengono tagliate o sostituite) e frenata maggiormente l’estensione. Il retrotreno viene  invece abbassato di 4-7 cm (misurato alla sella), indurita l’idraulica, eventualmente sostituita la molla e frenata l’estensione. Queste modifiche garantiscono più aderenza, maggiore guidabilità e minori trasferimenti di carico.

Il telaio della moto da Dirt Track dev’essere flessibile, molto più di quello di una moto da cross, ed è per questo che esistono moto con telai predisposti appositamente per il Dirt Track.

Un MOTORE ideale per il Dirt Track vanta di un’erogazione lineare, di una buona potenza agl’alti regimi ma di poca potenza ai bassi. Questo permette di avere la migliore aderenza a centro curva ma di poter scaricare i cavalli in uscita. Pertanto, un buon preparatore, interverrà in maniera opportuna sul propulsore per ottenere questo effetto.

Ci sono svariati MANUBRI di forma differente, del diametro da 22mm o da 28mm. Esistono anche manubrio specifici “old style” con impugnatura ruotata all’interno, sicuramente più adatti alle moto classiche piuttosto che alle racing.


Le uniche PIASTRE DI STERZO in commercio specifiche da Dirt Track sono quelle COBRA che presentano un maggiore offset (avanzamento degli steli rispetto al perno del cannotto) che consente una maggiore sterzata. Il fatto di poter sterzare maggiormente pone al riparo dalla tipica caduta da “high side”. Infatti, se il manubrio ha poca sterzata per via del limite delle piastre, allora è immediato finire a gambe all’aria. Le piastre di sterzo Cobra eliminano quasi del tutto questo pericolo.

La LEVA DEL FRENO POSTERIORE originalmente è a pedale e nel Flat Track può essere comodo abbassarla al massimo attraverso i registri di regolazione. Oltre alla sua regolazione si può modificare la forma, tagliandola e risaldandola più bassa oppure spostare più in basso (con una placchetta) la posizione della staffetta finale. Questi accorgimenti permettono di usare il freno posteriore senza dover rimuovere il piede dalla pedana.

Il ribassamento della sella originale è una modifica che abbassa il baricentro. Infatti, più il baricentro è basso e più si hanno vantaggi di stabilità e controllo del mezzo.


Il Flat Track, non disponendo del freno anteriore, richiede una tecnica di guida specifica. L’aderenza nelle piste non è mai costante, pertanto il pilota dovrà saper “leggere” la pista scegliendo di giro in giro la traiettoria ottimale e, con i movimenti del busto (che funge da bilancere), dovrà contribuire ad equilibrare l’assetto della moto togliendo e aggiungendo peso (grip) alla ruota anteriore-posteriore.

Come si è già spiegato nella sezione disciplina si corre in piste ovali da affrontare sempre in senso antiorario. Solitamente gli ovali sono di dimensioni contenute e la differenza di velocità tra curva e rettilineo non è così rilevante da richiedere il cambio marcia, con moto 2 tempi è possibile che vengano utilizzate 2 marce. Pertanto, per rallentare e poter quindi affrontare la curva alla velocità corretta è indispensabile intraversare la moto. Infatti, l’utilizzo esclusivo del freno posteriore a moto poco inclinata e non intraversata non offrirebbe una sufficiente decelerazione.

E’ proprio l’assenza del freno anteriore a conferire grande spettacolarità a questa disciplina; se non si derapa e se non si piega abbastanza, non si rallenta e non si può essere veloci.

Idealmente, l’entrata in curva avviene con la moto che viene intraversata al termine del rettilineo con il gas ancora azionato (questa manovra è resa possibile nelle piste di maggiore larghezza), nel momento in cui la moto si intraversa viene estratta la gamba interna facendo scivolare il piede a terra*.

Successivamente, circa nel momento in cui la moto è stata intraversata per via del gas, il freno posteriore viene azionato e l’inclinazione della moto viene accentuata notevolmente. A livelli avanzati, quando il fondo lo concede, subito dopo la prima fase di intraversata, avviene il sottosterzo della ruota anteriore, ottenuto applicando pressione sul manubrio interno e assecondando la rotazione con il manubrio esterno. Questa manovra contribuisce ad ottenere una decelerazione ottimale e facilita l’inserimento in curva.


La percorrenza ha inizio nei pressi della curva soltanto una volta raggiunta la velocità corretta e in questa prima fase il gas viene azionato a “intermittenza“.

L’accelerazione, che avviene quanto prima, consiste nell’azionamento progressivo del gas e nella riduzione dell’inclinazione della moto.

Il busto del pilota avrà una posizione diversa a seconda della fase e dell’aderenza.

*Nel Flat Track sotto il piede sinistro si utilizza una suola di metallo (spesso costruita su misura da artigiani) proprio per facilitare la scivolata del piede che conferisce stabilità soprattutto in queste prime fasi. Lo stivale può essere da motocross (più protettivo) o da velocità (più leggero), a seconda della preferenza del pilota.



Se volete approfondire le nozioni di guida di questa disciplina vi consiglio di seguire uno dei corsi di Marco Belli presso la sua Di Traverso School , con la sua esperienza e competenza vi sentirete subito dei piloti e inizierete a divertirvi.

Photo from www.survivorcustoms.com

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