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Laverda 750 Orange by Garage38


Laverda 750 Orange by Garage38 , mentre c'è qualche sognatore che tenta di riportate tra mille difficoltà le moto di Breganze agli antichi splendori altri si dedicano alle ultime Lverda dell'era moderna .
E' lo stesso Andrea Cecchini che ci racconta la storia di questa moto .



È nata come una grande sfida tra colleghi tassisti ,un giorno mi chiama un collega bucaiolo fiorentino che mi dice di essere in possesso di un Laverda 750 strike del 98.
Mi dice di volerlo trasformare in una cafe racer prendendo come spunto le vecchie Laverda 750.
Mi metto al lavoro nel garage 38 e smonto subito le sovrastrutture esistenti per vedere cosa mi aspetta al di sotto.
Mi ritrovo alle prese con una moto dal propulsore due cilindri in linea classico della Laverda di quei tempi un telaio in alluminio un mega air box sotto la finta cover serbatoio ed in fine un serbatoio in resina che parte da sotto air box fino ad arrivare nella parte finale del telaietto posteriore della moto con il bocchettone benzina posizionato sotto la sella passeggero.
Ecco proprio quest'ultimo ha condizionato molto la livrea della moto in quanto immodificabile.
Parto appunto dal rifacimento del telaietto posteriore scorciandolo e stringendolo,nella parte posteriore in modo che posso stare il più possibile aderente al serbatoi cosi da poter inserire un codone in resina che replica le vecchie linee del Laverda da trofeo anni 70-80' inoltre prendo il codone lo seziono al centro e lo allargo in base alle dimensioni del serbatoio infine lo apro nella parte superiore per creare lo scasso per la seconda sella in quanto il proprietario la vuole biposto.
Per concludere il tutto va fatto lo sgancio rapido per poterlo alzare e poter mettere benzina e per questo lo collego al telaietto tramite tre sganci rapidi da carena
Subito dopo passo all altro vincolo dato dal proprietario e cioè la vuole bi-ammortizzata ,quindi elimino il mono e saldo due attacchi sul telaietto in corrispondenza dell attacco delle pedane passeggero inoltre faccio due attacchi ricavati dal pieno di alluminio da saldare sul forcellone posteriore per poi inserire due vecchi marzocchi a gas degli anni ottanta completamente revisionati e tarati.
Per rimanere a tema inserisco due cerchi a raggi presi da una ducati gt 1000 in acciaio ricreando il supporto corona per l'allineamento della catena con il pignone e boccole e boccolette per far si che entrino sia nell avantreno che nel retro treno anche questo un lavoro di precisione millimetrica.
In seguito per finire la parte portante della moto modifico il telaietto anteriore per collocarci una nuova strumentazione ed un nuovo fanale a tema con strumenti più piccoli daytona ed un fanale cromato sull anteriore .
Sempre sull avantreno elimino i due tronchetti esistenti sulle forcelle e foro la piastra superiore dove inserisco due riser in alluminio che devono tenere il mitico corno di bue tommaselli e le pompe freno frizione più sportive serie oro provenienti da una ducati 748.
Per gli scarichi prendo due megafone cromati corti che riprendono le linee dei vecchi silenziatori Conti che equipaggivano le Laverda.
Per chiudere il progetto decido di inserire un faro tondo al posteriore e passo alla grafica delle sovrastrutture rigorosamente arancio con logo nero Laverda su sfondo bianco con bandiera italiana tanto per ricordare che la casa di provenienza e italiana mentre sui fianchetti viene replicata la scritta sette e cinquanta,inserendo delle tabelle gialle con bordino nero sul codone e sopra al faro anteriore per dargli quell aria ancora più racing.
Visto che la moto deve sembrare monoposto per le selle decido di fare quella pilota in pelle nera con cuciture orizzontali bianche mentre per quanto riguarda quella passeggero da mimetizzare nel codone decido uno Skay in vernice arancione.
Un particolare ringraziamento va a tutti i miei collaboratori:
Repliche Moto da Corsa per la parte strutturale
Officine 08 per la fornitura dei materiale
Moto Look per la carrozzeria
Essebi tappezzeria per le selle


















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