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Kenzo by Death Machines of London


Kenzo, questo nome rimanda subito all'architetto giapponese considerato uno maggiori rappresentanti dell'architettura del Novecento. Si perchè questa Honda Goldwing ha un linea futuristica , molto ardita.Il progetto era stato presentato nel 2018 per l'edizione del Bike Shed di quell'anno , ma a causa che tempo ridotto per i lavori il team di Death Machines of London non era soddisfatto, certo non era all'altezza dei loro precedenti lavori come la splendida Guzzi Airforce , quindi hanno ripreso  i lavori per ottenere il risultato che vedete in foto.



Le tecniche di lavorazione utilizzano metodi moderno come la scansione 3D e il successivo utilizzo di stampanti , ma anche tradizionali per la modellazione delle componenti in alluminio.


La moto si presenta vestita che se avesse un armatura di un samurai, gli elementi che sovrastano il serbatoio e l'avantreno somigliano a quelli utilizzati dai tradizionali combattenti giapponesi per avere libertà di movimento e massima protezione.
 

Altri dettagli spingono la mente verso un futuro prossimo, le illuminazioni sono a led, di grande design quello frontale, con un unico elemento verticale che utilizza un tecnologia di diffusione olografica, mentre al posteriore il faro è integrato nel telaio 


Quest'ultimo è modificato , creando un struttura a sbalzo che ne compatta i volumi e alza il retrotreno facendo cosi spiccare la grossa ruota posteriore .


Il motore è stato completamente ricostruito dallo specialista Ray Petty , punto di riferimento per gli appassionati Ducati della capitale inglese  

Ma è osservando da vicino questa moto che si riesce a vedere i dettagli e la cura estrema che ha messo il team in questo progetto, tutti gli accoppiamenti sono perfetti senza il minimo difetto.

















James Hilton spiega la sua visione di questo progetto 
“In 1970, Honda Tadakatsu made a name for himself as one of Japan’s most revered samurai generals, winning against an enemy who outnumbered him 50 to 1 without so much as a punch being thrown, simply because they thought he was either insane, deadly, or both. Badass. In 1930, Kenzo Tada spent forty days travelling to Europe by rail and sea to take part in the Isle of Mann TT. He was the event’s first Japanese racer. Also, badass. Then, in 1977, the Honda Motor Company popped out another Gold Wing GL1000 from its production line, which eventually found its way to us in 2018. So… Samurai. Kenzo. Goldwing.”
“What’s important here is to not let details get in the way of a good story. Honda Tadakatsu, the samurai general, probably isn’t related to the Honda Motor Company family. And Kenzo Tada definitely didn’t ride a Honda in the 1930 TT. But we don’t care.”





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Fotografia di Ivo Ivanov

1 comment



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