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Chiamatemi Rocket



"Se la tua special spacca sul web, lo decide lui." Con questa frase del direttore della rivista Ferro si apre l'intervista che mi ha fatto quasi 2 anni fà.
Ora per quelli che non l'hanno letta sul giornale ve la riporto integralmente, cosi da potermi conosce meglio .



Forte di 170.000 fan su facebook e milioni di interazioni mensili, Mr. Rocket sta a Catania, fuori dalla mischia ma con le idee chiare

Il logo RocketGarage lo conoscono tutti: è quello del principale blog italiano dedicato al mondo delle cafe racer, l'unico non in lingua inglese (o perlomeno, non solo e non sempre, dipende un po' dalle giornate) che abbia una rilevanza anche a livello internazionale. Rocket, il blogger, lo conosciamo molto bene e da parecchio tempo.
Animato da una passione verace, retto da una competenza notevole, il volto dietro al garage virtuale più famoso d'Italia è quello di Orazio, nostro amico e collaboratore. Chi è, ve lo spiega lui.

"Tutti ormai mi conoscono come Rocket , ma all'anagrafe il mio nome è Orazio Marco Scamporrino. Sono nato a Milano 49 anni fa e vivo alla pendici dell'Etna, nella città di Catania. Il mio lavoro non è quello di blogger, visto che non si guadagna abbastanza per vivere. Faccio altro, ma su questo preferisco lasciare un velo di mistero. Anche perché mia moglie dice che aiuta a creare il personaggio...".

Il quando e il perché del RocketGarage

"Il blog nasce nel 2007 dalla volontà di creare uno spazio virtuale che potesse contenere tutto ciò che mi fa battere il cuore, dove riunire le mie passioni. Quindi si parte dalle due ruote ma poi si spazia, toccando ogni aspetto del mondo dei motori alimentati a benzina (alimento primo di ogni motore degno di questo nome). Il tutto è accompagnato da una colonna sonora di sano rock'n roll e dalla presenza di bellissime pin-up. Nel blog potete trovare cafe racer e special di ogni genere ma anche hot rod...

Tutti mezzi che esprimono stile anche da fermi ma dimostrano di avere un'anima non appena vengono messi in moto. Mezzi con una meccanica che bada al concreto e non insegue la tecnologia a tutti i costi. E poi, naturalmente, uomini con il loro stile di vita e tutto quello he gira loro intorno: abbigliamento, luoghi di culto, suggestioni artistiche, cinema, musica. Motori, benzina e passioni: ecco cosa vi offre il RocketGarage. Niente di più, niente di meno".

Un'idea dei tuoi numeri in rete? 

"In seguito al Blog che ha raggiunto i 10 milioni di pagine visualizzate con oltre 60.000 visite mensili ho affiancato altri canali come la pagina Facebook, Twitter ,Pinterest e Instagram e un canale Youtube. Sulla pagina ho superato la quota di 155.000 like, con una interazione settimanale di quasi 1 milione di persone.

Numeri che certe volte fanno paura, soprattutto quando penso che quello che scrivo per mio piacere personale interessa a un così alto numero di persone".

Lavori da solo? E perché tanti altri blog non hanno questi numeri?

"Decido, redigo e pubblico tutto quello che vedete su RocketGarage. È pesante da gestire da solo ma mi sono accorto che, essendo una mia creatura, un'espressione della mia persona, non potevo fare altro che lavorare senza collaboratori. Così non devo stare a discutere e non rischio di perdere tempo ed energie. Molti blog sono nati anche prima di me, alcuni si sono evoluti e molti altri sono spariti. Il mio è rimasto ed ha avuto successo perché il visitatore percepisce che dall'altra parte della tastiera c'è un appassionato come loro che scrive quello che pensa e non deve vendergli nulla. Perché il lettore di blog, ma anche quello dei giornali specifici come Ferro, è un appassionato come noi e capisce molto bene quando gli si stanno raccontando delle fandonie: quindi, se lo si rispetta, il successo è quasi garantito".
   
Quante richieste di pubblicazione ti arrivano alla settimana?

"Ci sono picchi e discese: in primavera è un tripudio di special, molto più che in inverno. In media, comunque, siamo sulle 2-3 alla settimana, diciamo che il materiale non manca".

Quali sono quelle che cestini subito?


"Quelle che non vengono presentate come meritano. Se non ti prendi la briga di perdere un po' di tempo per fotografare le moto con un minimo di attenzione non vedo perché io debba dedicare il mio tempo a loro. Superato questa prima selezione, le seconde che vengono scartate sono quelle realizzate per essere vendute e che cercano pubblicità gratuita. Poi vengono cestinate le innumerevoli copie di copie di copie di special realizzate da altri: basta coi cloni!
Per il resto, la scelta è semplice: mi basta un'occhiata per capire se quella moto mi trasmette qualcosa. Se scatta la scintilla hai una speranza altrimenti tanti ringraziamenti e a risentirci la prossima volta".  

Sei noto per avere opinioni taglienti. Quali sono i tuoi bersagli?


"Non sopporto i furbi, quelli che sono convinti di avere capito il trucco e che vogliono prendere in giro gli altri attraverso scorciatoie. Quindi quelli che cercano di copiare, che non portano niente di nuovo a questo mondo ma ne attingono solo.
Dico quello che penso anche se so che mi faccio molti nemici. Certo, poi ci sono le incomprensioni: qualche anno fa mi è capitato di esprimere un giudizio sull'operato di un noto preparatore italiano, lui non la prese bene ma poi capì il mio punto di vista e ora siamo molto amici. In generale, non mi serve che qualcuno mi dia pacche sulla spalla quando so da solo che sto facendo un buon lavoro".


Come va la tua guerra santa contro camicie a quadri e barbe?


"Mi stupisco che le mie critiche siano percepite come una 'guerra santa' ma è anche ora di finirla di seguire le mode in maniera ottusa. Che ormai tutti siano omologati e pronti a seguire le mode è noto, è un tripudio di barbe sempre più lunghe che sembrano usciti dal Vecchio Testamento e con indosso camice a quadri che neanche un boscaiolo canadese. La barba i baffi, i risvoltini: gli hypster in generale hanno creato un effetto bolla nel mondo delle special, trasformandole del mezzo di libertà ad accessorio da mostrare al bar, che impone il giusto look sia nell'abbigliamento che nel mezzo che si guida. Ma come ha detto poco tempo fa un personaggio noto (Ornamental Conifer, ndr), se sei sfigato e guidi una moto resti pur sempre uno sfigato su una moto".

Tre preparatori che stimi.

"Roberto Totti, il maestro. Nicola Martini che ha raccolto l'eredità del compianto Carlo Talamo e Pepo Rosel di XTR Pepo che fa moto non solo belle ma ottime per andare in pista. Sarebbero molti di più i nomi da fare, ci sono artigiani bravi e giovani che stanno crescendo bene e di cui sentiremo parlare sempre più spesso".

Con cosa sostituiresti la tua Triumph Trident? Il mese scorso abbiamo pubblicato il rendering della special che Kentauros ti ha dedicato, pensata subase Yamaha XJR 1300. La vorresti proprio così?

"Sostituire la mia Trident? Mai. Lei fa parte della famiglia e quindi al massimo affiancata da un'altra moto. Quella di Kentauros è quasi perfetta ma dopo aver visto anche quelle che ha disegnato Oberdan Bezzi (una in versione endurance e una ispirata alle inglesi degli anni d'oro) sono davvero indeciso!".

Fabio Cormio 

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