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I Can Fly - Il giro del mondo in 15 giorni



Quando si pensa a una moto per il lungo viaggio , una cafe racer non è il primo tipo di moto che viene in mente, figuriamoci per fare il giro del mondo.
Ma Paolo Pirozzi non la pensa in questo modo.

A lui le cose semplici non piacciono e giusto per renderla ancora più difficile ha scelto una Ducati per realizzare una vera impresa degna della migliore epoca d'oro del motociclismo, una moto che tra gli appassionati non viene certa additata come moto ultra affidabili.
E' riuscito nell'impresa di fare il giro del mondo in moto in meno di 15 giorni attraversando Europa, Russia e Stati Uniti in soli 13 giorni, 8 ore e 15 minuti di viaggio, da solo e senza navigatore.

Ho avuto la fortuna di parlare con lui per intervistarlo ...ma forse è più esatto dire che abbiamo trascorso una buona mezz'ora a parlare di moto e passione e scelte di vita .



Da dove è nata questa l'idea di questa impresa ?
Dalla mia amicizia con i ragazzi di Cafe Racer Napoli e dalla volontà di fare qualcosa di grande, ho all'attivo qualcosa come 500.000 km in giro per il mondo ma volevo qualcosa che ricordasse il tempi d'oro del motociclismo , quando un viaggio in moto era un avventura e quindi una moto con poca elettronica , anzi nulla .

Parlando di moto come mai questa scelta cosi "ardua"?
Fare un lungo viaggio con un moto moderna comoda e piena di tecnologia è qualcosa che rende la vita molto più facile, ma non era quello che volevo, quindi per ho scelto una Cafe Racer che non eccelle certo in comodità e in più una Ducati che durante i miei lunghi viaggi e nemmeno in questo mi ha mai tradito in affidabilità .

La moto ha subito accorgimenti particolari ?
Niente di particolare tranne che il Ducati 1000 SS servito per costruire Sofia è stato smontato in ogni suo componente e controllato e revisionato per avere la certezza che il mezzo meccanico potesse sopportare la sfida .

Tanta attenzione al mezzo meccanico e al tuo fisico ?
Nessuna preparazione particolare, ormai il viaggiare per lunghi tratti è qualcosa di naturale per me , sia a livello mentale che fisico .
Però devo dire che l'ho messo a dura prova come resistenza ...ho perso 7 kili, i pasti si possono contare sulle dita di una mano e il sonno in minuti .


Minuti ?
Dormivo vicino alla moto abbracciando la ruota anteriore e come cuscino usavo lo zaino , unico bagaglio che mi son portato dietro . La sveglia del telefonino puntata e dopo venti minuti ripartivo .

Ma durante le lunghe ora in sella alla moto qual'era il fattore npredominate .
Dare il gas per andare sempre avanti.
La strada per me è un monumento a lei ho votato la mia vita,


Mentre parlo con lui percepisco la vera passione di un uomo che vive la moto come parte integrante della sua vita, mi dice che è quando è giù dalla sella di una moto ha paura, si sente strano a camminare per strada.
Mi dice che quando guida è come se fosse in uno stato di grazia , che lo mette in contatto con il mezzo meccanico .
Ascoltandolo capisco che parliamo la stessa lingua , quante volte salendo in sella e chiudendo le visiera del casco ci sentiamo in pace con se stessi e in simbiosi con il mezzo meccanico .
Se questo stato di cose si prolunga nel tempo per un percentuale molto superiore a quando non si è alla guida della moto si può percepire il camminare a piedi come qualcosa di innaturale .



Paure prima della partenza ?
Nessuna, come ti ho detto sono abituato a guidare per lunghi tragitti in solitario e l'unico mio pensiero era andare abbastanza veloce per battere il record.

Come hai affrontato i problemi logistici di questo viaggio ?
La preparazione è stata lunga, ho fatto tutto da solo senza l'aiuto di nessuno, ho preparato con cura tutti documenti necessari per passare tutte le innumerevoli frontiere, assicurazione, patente di guida, carta di circolazione .
Basta un errore in un documento, una trascrizione sbagliata o un qualcosa di mancante che si rischia di restare fermi anche 2 mesi prima di potere attraversare la frontiera .




Che media chilometrica hai mantenuto ?
Circa 1500 km al giorno il che significa quasi 20 ore al giorni di guida .

La parte più difficile del viaggio ?
Se parliamo di guida dico tranquillamente la Russia , dove l'asfalto è qualcosa di raro e anche quando si trova non è certo quello a cui sono abituati i normali motociclisti europei .
Strade sterrate e con fango visto che per molte ore ho guidato sotto la pioggia .




Ma dimmi una cosa hai famiglia , una moglie dei figli .
Io ho fatto delle scelte nella vita , qualcuno ha deciso di costruirsi un famiglia , compare un'auto e pagare un mutuo ..io ho scelto la moto. Non critico nessuno sono scelte personali e quindi non avevo tempo per questo tipo di impegni
Però ora sto con una donna fantastica che mi ama per quello che sono e per quello che faccio e mi supporta in ogni mio progetto .
E allora sei un' uomo fortunato !  

Come vedi il mondo delle cafe racer e delle special in generale .
E un fenomeno sempre più in espansione ma che sta un pò mutando dalle sue origini. Si vede sempre più gente con i soldi fare sfoggio delle loro moto davanti ai locali alla moda che in giro per le strade ..e questo è un male, cosi si perde quello spirito di ribellione e libertà che spinge ad avere una moto personale e unica per uscire dalla massa ed esprimere la propria personalità .


La tappa più lunga che percorso di quanti kilometri era ?
Quella americana di quasi 5500 km percorsi tutti d'un fiato in 72 ore !!!

Certo che dopo tanta fatica non essere arrivato in tempo alla festa che era organizzata quanto ti brucia ?
Brucia tanto , per motivi burocratici doganali sono stato ritardato di molti giorni .
Mancare l'appuntamento per un inconveniente meccanico , o fisico o qualsiasi motivo mi avrebbe dato meno fastidio. però cosi è la vita . Faremo festa grande tra qualche giorno .

Ora dopo tutta quella fatica cosa è stata la prima cosa che hai fatto .
Un giro in moto sul mio vecchio Monster 900, con il suono della sua frizione a secco accentuato dagli oltre 100.000 sulla spalle che si porta il motore.
Ma il sound che ti regala quella moto , con quegli scarichi non troppo educati è davvero un goduria .


Quello che ho passato al telefono con Paolo Pirozzi sono stati i 30 minuti migliori degli ultimi tempi .
Un'uomo più unico che raro che ho avuto il piacere di conoscere a con cui vorrei fare di sicuro un viaggio insieme...ma forse non ho il fisico e il tempo di inseguire questo sognatore .




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