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"La Sgarbeda"





"Sgarbeda" è una vecchia Yamaha XV 750 del 81 è in dialetto significa la sgarbata, 
Questa è la prima moto di 3 amici Lorenzo Matteo e Ceasare , tutti con la stessa maledetta passione, di voler fare moto, hanno deciso di mettersi assieme e creare il prodotto di 3 cervelli, ma la cosa più bella è che ci è stata commissionata da un cliente del modenese.







La base è una vecchia yamaha xv 750 del 81 a cardano ovviamente, scelta ancora in tempi non sospetti, prima che fosse così inflazionata, il motore è stato risistemato e revisionato e il resto, beh il resto è tutto fatto a mano.
Molti pezzi fatti al tornio come reggi sella, bullonerie, pulsanti accensione, pedane, staffe pedane, boccole leverismi pedane, e boccole spaziatrici sella.



Le particolarità che saltano subito all'occhio sono sicuramente la sella multi strato, in lastre di alluminio da 4mm con viteria a scomparsa, la quale include stop e posizione tra 2 lame di plexy incastonate, la cuscineria ricavata da un bellissimo divano abbondantemente anticato da sapienti unghie feline e mola da banco, o i tiranti delle leve cambio / freno ricavate da una catena di bici, passando alle leve stesse anch'esse in multistrato di alluminio e inox. 










Alzando lo sguardo, si può godere dell'effetto sospensione che regalano le 2 asticelle reggi sella spostando l'attenzione sempre più giù, si nota sotto il filtro a cono, una flangia in inox che lo raccorda all'air box nel telaio, (anch'essa saldata al castoni e cannello come le aste reggi sella) o ai fermi delle aste reggi sella.
Si passa poi allo scarico unico nel suo genere e sound, ricavato da tuberia inox, saldatura mig "rustica" e lamelle supertrapp, debitamente flangiate.













Tutta la moto ha poi subito un trattamento di invecchiamento, magari non troppo singolare come idea ormai abbondantemente sfruttata, ma sempre di impatto estetico.
La posizione della batteria è un altro punto "non già visto" che regala ancora più personalità alla moto, oserei dire che li spacca senza nulla da aggiungere.
Finirei il tour del museo, con la chicca del tachimetro incastonato nel serbatoio, per chi si chiedesse, "perché cazzo proprio li" gli risponderei che si incastrava preciso preciso in un asola del serbatoio, ma così bene che sarebbe stato un peccato non mettercelo.

















Nonostante gli scazzi, le liti e gli scontri sono soddisfatto, non è mai facile far convivere 3 polli nello stesso pollaio, ma sono soddisfatto di averli conosciuti meglio, nel bene e nel male, mi hanno confermato essere grandi personaggi e grandi amici. "Signori è stato un piacere suonare con voi!"








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