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Moto Guzzi Enzo Fuchs Workshop

Tutti coloro che si occupano di informazione ad ogni livello hanno l'ossessione di arrivare prima sulla notizia o di mostrare per primi la novità.
A me questo non interessa e di sicuro la foto di questo Guzzi SP 1000 hanno già fatto il giro del web nel giro di poche ore, ma non tutti possono vantare un amicizia diretta con il creatore di questo splendido oggetto a due ruote, quindi è per me motivo di orgoglio personale mostrare il lavoro di un amico

Massimo Rinchiuso lo conosco ormai da alcuni anni , ma seguivo il suo lavori già da passato e un cosa che mi ha sempre stupito è la cura del dettaglio maniacale, questo ne è diventato tra la cerchia degli amici più stretti motivo di scherzo...come lo chiamiamo non ve lo dico  :-)

Ma da dove arriva questa sua peculiarità nel lavoro ? Me lo sono sempre chiesto e non glielo ho mai chiesto, ma con questo lavoro ci ha svelato il mistero.

Il nome Enzo (della moto ) è quello di suo nonno, un vecchio artigiano del legno, che istruito un giovane Massimo all’importanza del curare i dettagli anche nei lavori apparentemente più semplici.  

Quindi questa è una dedica alla persona che ha dato il via alla sua passione per i lavori manuali, mio nonno materno. 

La Enzo è una moto artigianale creata sulla base di una Moto Guzzi 1000SP del 1979.

E’ una moto dimostrativa, può essere considerata la sintesi delle attuali possibilità costruttive in proprio di Fuchs Workshop

Il lavoro eseguito su questa è stato infatti svolto interamente da una persona sola, dal progetto alla realizzazione, salvo la necessaria assistenza di pochi collaboratori e sponsor, che ringrazia infinitamente.

La motocicletta donatrice è stata acquistata in quattro scatoloni, completamente smontata dal precedente proprietario per un tentativo di restauro lasciato poi andare nel tempo.

Il telaio è stato modificato eliminando le semiculle inferiori, creando nuovi punti di attacco per il blocco motore, ruotando e quindi alzando quest’ultimo di 25mm rispetto alla posizione originale, raggiungendo così i 24,8° di angolo di sterzo. 

Le ruote sono oggetti inediti, installabili senza modifiche o accessori su tutte le Guzzi con telaio Tonti, disegnate personalmente, progettate secondo parametri richiesti dal TUV  e realizzate dal pieno mediante CNC a 5 assi da lastra di alluminio (Anticorodal 6082), e al progetto hanno contributo Fabio Alberio (Jonich wheels) nonchè il compianto Roberto Marchesini con preziosi consigli e lunghe  chiacchierate fatte a proposito del resto della moto. Il peso è di 2,4kg per l’anteriore e di 3,6kg il posteriore, che monta parastrappi di serie.

Il forcellone posteriore è stato disegnato e costruito in alluminio (Anticorodal 6082) realizzando componenti dal pieno e tubi, il tutto saldato a Tig in maschera. Rispetta le misure originali ed è anch’esso installabile su tutti i telai Tonti, ha un peso pari a 2,25kg. 

Gli steli forcella tradizionali sono di derivazione Yamaha R6, accorciati di 7cm e profondamente rivisti nella parte estetica dei foderi, performando la meccanica e ricostruendo da zero i tappi e i registri del precarico e ritorno.

Le piastre di sterzo sono derivate dalle originali, barenate per accettare i nuovi steli da 43mm e lucidate dopo aver chiuso i fori dei riser di serie. 

Pedane, piastre, supporti, faro posteriore e tutti i componenti in alluminio presenti sulla moto sono tutti oggetti progettati e realizzati dal pieno in Ergal 7075 e Anticorodal 6082

Le sovrastrutture, serbatoio, cupolino, parafango anteriore e codone, sono tutti realizzati in alluminio battuto, utilizzando Peralluman (serie 5000) di 1,5mm di spessore, come anche il serbatoio di recupero vapori olio posto davanti alla ruota posteriore, facente funzione anche di parafango.

Di pregevole fattura anche il tappo del serbatoio doppio in perfetto stile endurance con annesse piastre di ancoraggio in alluminio 

Il plexiglass del cupolino è stato termoformato costruendo uno stampo dedicato.

Il motore ha subito importanti modifiche quali l’alleggerimento del volano, della campana frizione e dell’albero motore, installando nuovo albero a camme ed eseguendo lavorazione delle teste, delle sedi valvole e dei condotti di aspirazione raccordati per i nuovi carburatori Dell’Orto PHM da 40mm,

La frizione è ora idraulica, azionata da un attuatore Oberon con pistone da 28mm installato modificando il carter posteriore saldando una flangia in allumino dopo aver fresato gli attacchi del leva del cavo originale.

Puntine e spinterogeno sono stati eliminati in favore di una nuova accensione elettronica Silent Ektik, relative bobine e centralina.

L’impianto di scarico scomponibile in inox da 1mm, è interamente progettato e costruito da zero utilizzando materiale fornito da SC Project. I tubi in uscita dai cilindri misurano un diametro di 45mm per diventare poi 56mm dopo la seconda curva fino ai terminali a doppio cono contrapposto. 

La moto ha un peso a secco pari a 155kg

Massimo ringrazia pubblicamente la collaborazione di:

Lanko Tuning, nella persona di Claudio Lanconelli, motorista e aiuto indispensabile per la realizzazione del telaio e per la messa a punto generale. Sc Project, nella persona di Max Ferrari, per la fornitura dei materiali dell’impianto di scarico.

Ringrazia inoltre i seguenti fornitori per il trattamento di particolare favore: Maury’s Painting, nella persona di Maurizio Piacenti, per la verniciatura. Officine 09 per la lavorazione delle ruote-

Fuchs Workshop Facebook | Instagram | foto di Christian Fussi

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