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Cafe Racer e Viaggi


Vi siete mai chiesti il perchè del grande successo delle cafe racer e dell'espansione esponenziale fino a farla diventare una moda in tutto il mondo?
Noi abbiamo la nostra teoria, vediamo di spiegarla meglio.



I motociclisti sono sempre stati giudicati in base ai kilometri che facevano in un anno, se erano meno di 10.000, si era dal gruppo di quelli veri.
Ma il presente è cambiato, la crisi economica ha colpito duro e oggi, con il costo della benzina, non tutti si posso permettere si di fare 20.000/30.000 kilometri in un anno, senza contare il costo gomme e manutenzioni. 
Se a questo aggiungiamo che maggiore strada si percorre maggiori sono le probabilità di beccare una multa per eccesso di velocità e o di fare un incidente, ecco che si cerca una moto più a dimensione umana. 

Quindi la ricerca di una moto personale che ci distingua dalla massa e rappresenti noi stessi è uno dei principali motivi, cosi come ho sempre asserito.

Ma anche la poca disponibilità economica che spinge a recuperare vecchie moto per sottrarle a un triste destino fatto di oblio e infine rottamazione.

Questi sono argomenti tutti esatti ma forse non è il principale.

Se ti basta arrivare sul passo di montagna  guidando da solo, in cerca di quei momenti di solitudine e libertà che ti mancano durante la settimana, oppure devi solo fare un pò di scena quando sei in centro per l'aperitivo, non ti serve di certo un moto comoda...tanto la guiderai per pochi chilometri.
Se si cerca di soddisfare questo bisogno esatto, e in questo caso tutto riconduce allo stile più che alla funzionalità, si sacrifica sull'altare di questa esigenza alcuni fattori.
Primo su tutti "La funzionalità" e in secondo piano "La comodità"

Le case costruttrici lo hanno capito, inseguendo e assecondando questo nuovo modo di vivere la moto non cercano più le super prestazioni o curando l’ergonomia, le protezioni aerodinamiche, le sospensioni confortevoli per fare tanti chilometri senza soffrili.

E qui arrivano al punto cruciale del nostro ragionamento.

Ma che succede se si decide di fare un viaggio lungo in moto?
Allora tutti i nodi vengono al pettine, posizioni di guida che dopo un'ora ti spezzano polsi e schiena, fondo schiena doloranti (causa le sottili selle)  e intorpiditi che manco la bella addormentata del bosco dormiva cosi profondamente.
Continuando con la quasi impossibilità di caricare la moto in maniera sufficiente e sicura e infine la completa e indiscussa assenza di protezione aerodinamica.

Quindi i sogni di fare un viaggio con la nostra personale e stilosa cafe racer vengono limitati fortemente. Si ci sono quelli davvero duri e puri che con moto rigide e senza sospensioni con un bagaglio che si limita a un cambio di mutande e uno spazzolino da denti riescono a fare migliaia di kilometri, ma diciamoci la verità sono mosche bianche ( da ammirare) ma che di sicuro mettono a dura prova il fisico e la mente.
Noi siamo più easy, ci piace goderci la vita, il viaggio per arrivare infine a destinazione con le sufficienti forze per goderci il luogo che abbiamo deciso di raggiungere.

Perchè tutto questo discorso?
Perchè ormai il tarlo del Tourist Trophy ha peso pure me, andare all'Isola di Man per la gara più bella del mondo e andarci con la mia Triskell, ma fare 6000 kilometri con una moto bella ma assassina (per il fisico) non è il massimo.
Allora ci sono diverse opzioni, lasciare stare il viaggio e continuare con le Run da 100/200 Kilometri, cercando il gusto della curva, partire sperando che il fisico si dimentichi dell'età anagrafica che avanza o infine usare una moto diversa.





1 comment

  1. In realtà dipende dal target femminile del motociclista: ragazza di città con tacchi e modaiola? O hai una café racer o non sei nessuno. Ragazza viaggiatrice? Rimane affascinata da una bella GS 1200 R con le valigie quadrate. :)

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